Occhio invisibile, occhio interiore, uovo cosmico e potrei proseguire ancora e ancora…perché il terzo occhio viene chiamato in molti modi diversi, nel mondo così come nelle dottrine che lo trattano e ne parlano.

Nelle dottrine orientali è visto come fonte della conoscenza più profonda per quanto riguarda la vita e l’universo.

Ma oggi non sono qui per parlarti di come viene chiamato il terzo occhio nel mondo, anzi, perché ciò che desidero è fare chiarezza su un’azione che lo riguarda: la sua apertura.

Avrai sentito parlare mille volte dell’apertura del terzo occhio, su internet, alle conferenze, dagli amici…, e avrai provato cento e più metodi diversi per farlo.

Ma nessun metodo ha mai funzionato… non sai bene se è successo qualcosa… e non hai avuto percezioni diverse dal solito.

Di conseguenza, ti senti frustrato e spazientito e, come ti ho spiegato in molti altri post, queste sensazioni sono perfettamente normali, perché non hai centrato l’obiettivo che volevi ottenere e in più non capisci dove puoi aver sbagliato.

E qui ti chiedo di fare attenzione, perché se prosegui per questa strada rischi di continuare a praticare metodi che non ti portano da nessuna parte o, ancor peggio, di lasciar perdere perché non vedi benefici, precludendoti una possibilità di azione davvero interessante e benefica per le tue attività energetiche.

Ora la domanda che immagino ti venga da farti è questa: perché non riesco a praticare l’apertura del terzo occhio come vorrei?

Ok, la ragione per cui non ottieni risultati benefici dalle pratiche che hai provato finora è perché, semplicemente, ti spiegano il contrario di ciò che va fatto davvero.

Sei stupito?

Allora facciamo un piccolo passo indietro, perché ci tengo che tu possa comprendere per bene perché finora non hai tratto beneficio dalle tecniche che hai provato per aprire il terzo occhio.

Il vero problema è che corsi, articoli sul web, e conferenze varie non ti dicono quale è la verità, ovvero che il terzo occhio non va attivato, ma allenato.

L’approccio che trovi il più delle volte è superficiale, ti promette di aprire questo canale energetico potentissimo, e questo approccio il più delle volte ti chiede semplicemente (e superficialmente, passami il termine) di lavorare su Ajna per “aprilo”, “attivarlo”.

Questa credimi, non è la tecnica corretta da mettere in campo per aprire il tuo “terzo occhio”.

Perché il terzo occhio non corrisponde ad Ajna, ma al chakra frontale che è sì collegato, ma OPPOSTO ad Ajna.

Ecco che se tu vai ad attivare Ajna, in realtà stai chiudendo il terzo occhio e nella pratica stai ottenendo proprio l’effetto contrario a quello che ti sei prefissato di raggiungere.

Per comprendere al meglio questo fondamentale concetto ti spiego quale è il funzionamento dei due chakra opposti, Ajna e Frontale, così puoi comprendere appieno perché spesso sei bloccato quando vuoi procedere nell’apertura del terzo occhio con le tecniche comuni (e non raggiungi i risultati che desideri).

Quando sei sveglio e vigile Ajna è attivo, invece frontale è dormiente.

Quando invece sei rilassato o in uno stato meditativo, Ajna si ‘chiude‘ pian piano e si attiva Frontale (sono 2 chakra vicini, ma diversi e lavorano in modo opposto).

E questa situazione ti permette di raggiungere uno stato meditativo profondo, preludio all’apertura del terzo occhio.

E’ solo con il chakra Frontale attivo che si può attivare il tuo “Terzo occhio”, e quando il frontale è attivo Ajna si chiude: è una cosa che puoi testare facilmente tu stesso col Palming in qualunque situazione.

Ecco che seguendo le indicazioni che trovi molto spesso a casa, sui libri o disperse su internet, il più delle volte ti viene spiegato e chiesto di attivare Ajna e questo non è corretto!

Perché se procedi in questo modo non raggiungi né lo stato di rilassamento e né tanto meno l’intuizione e lo stato meditativo corretto che ti servono per attivare le tue percezioni sottili.

Niente male vero?

Eppure questa è la verità: se non possiedi un metodo e un modello precisi non stai facendo proprio nulla per attivare la tua percezione, bensì la stai chiudendo e di conseguenza allontanando.

Stai forse procedendo un po’ “a caso” e questo non ti porta da nessuna parte, anzi, immagino ti infastidisca perché stai perdendo tempo, energia e anche fiducia nelle tue capacità.

Ricorda che la percezione deve essere allenata, come un muscolo, che può svilupparsi giorno dopo giorno solo se è sottoposto ad un esercizio preciso ed efficace.

Ecco perché entra in gioco il palming, lo strumento che ti permette di verificare il tuo stato di attivazione del chakra frontale e di conseguenza della pineale, e quindi di comprendere quali sono i progressi che stai facendo con i tuoi esercizi.

Ed ecco perché il palming è una tecnica che meriti di imparare e mettere nella tua cassetta degli attrezzi, custodendola con attenzione e usandola ogni volta che stai vuoi verificare che risultati hai raggiunto.

Risultati che all’inizio possono essere positivi, neutri o anche negativi, mettilo in preventivo.

Ma la cosa bella è che anche in questo ultimo caso tu hai il potere di poter tarare il colpo, di muoverti diversamente e di agire in modo consapevole, perché sai esattamente cosa sei riuscito ad ottenere grazie alla possibilità di misurarlo con il palming.

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